Difesa europea, l’allarme dei funzionari: «L’Europa non reggerebbe una guerra lunga con la Russia»

L’Europa potrebbe non essere pronta a sostenere un conflitto prolungato con la Russia, non tanto per l’assenza di capacità militari quanto per la scarsa preparazione dell’opinione pubblica a un confronto di lunga durata. È la valutazione emersa, secondo quanto riferito dal Guardian, in un forum sul futuro del coordinamento militare europeo organizzato dalla Munich Security Conference.

Funzionari della difesa intervenuti all’incontro, senza essere identificati, avrebbero segnalato che la Russia potrebbe aver già ottenuto risultati nella cosiddetta guerra ibrida contro l’Europa. Disinformazione, attacchi informatici e interferenze politiche rischierebbero così di ridurre il margine di manovra della Nato nel caso di un conflitto militare aperto.

Secondo i partecipanti, la mancanza di consenso tra i cittadini potrebbe spingere l’Alleanza a concentrarsi su piani pensati per una guerra relativamente breve, invece che per una prolungata guerra di logoramento. La questione sarebbe particolarmente delicata considerando la possibile riduzione dell’impegno convenzionale degli Stati Uniti nella difesa dell’Europa.

Al centro del dibattito c’è anche il progetto di affidare alle cinque principali potenze militari europee, riunite nel formato E5, un ruolo più rilevante nel coordinamento della difesa continentale. La crescita dei partiti populisti e favorevoli a una conclusione del conflitto in Ucraina viene indicata come uno degli ostacoli politici al progetto.

Tra i Paesi considerati più esposti viene citata anche l’Italia. Il Guardian richiama gli avvertimenti del ministro degli Esteri Antonio Tajani sugli attacchi informatici e sui rischi di interferenze russe in vista delle prossime elezioni, oltre alle dichiarazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto sulla minaccia di Mosca e sulla vulnerabilità alla disinformazione.

La discussione ha riguardato inoltre la possibilità di un coinvolgimento futuro dell’Ucraina nel formato E5. Wolfgang Ischinger, presidente della Munich Security Conference, ha definito esistenziali le sfide per la difesa europea e ha osservato che l’esercito ucraino è ormai il più grande e forte del continente.

Il materiale disponibile riferisce infine di un attentato con drone all’aeroporto di Lipsia, attribuito da Berlino a Mosca, e del coinvolgimento nelle indagini di un cittadino bielorusso con passaporto russo entrato in Europa con un visto turistico italiano. Questo elemento, così come le altre circostanze riportate, richiede verifica puntuale attraverso fonti ufficiali.