Ex Ilva di Taranto, atteso lo spegnimento dell’area a caldo dopo la decisione della Cassazione

Ex Ilva di Taranto, atteso lo spegnimento dell’area a caldo dopo la decisione della Cassazione

È atteso l’avvio delle procedure di spegnimento dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto. La decisione dovrà essere assunta dai commissari di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria dopo che la Cassazione ha respinto i ricorsi presentati da Ilva e Acciaierie d’Italia contro il provvedimento della Corte d’Appello di Milano.

Al momento gli impianti restano in fase di preriscaldo. La fermata dovrà coinvolgere le cokerie e i tre altiforni 1, 2 e 4, con la presenza degli enti di controllo, già informati dalle società.

La decisione dopo il ricorso in Cassazione

Un decreto del governo aveva consentito di mantenere il preriscaldo fino al 15 dicembre, in attesa della pronuncia della Suprema Corte. La decisione è arrivata prima della scadenza prevista e rende ora necessario procedere con lo spegnimento dell’area a caldo.

Lo stabilimento non produce dall’8 ottobre. L’altoforno 2, l’ultimo ancora in funzione, era stato messo in preriscaldo nei primi giorni del mese. L’altoforno 1 è fermo da maggio 2025, dopo il sequestro disposto dalla Procura a seguito di un incendio; l’altoforno 4 era stato invece arrestato per manutenzione.

Anche le batterie delle cokerie risultano inattive dall’inizio dell’anno. Le operazioni di fermata dovranno quindi essere avviate secondo le determinazioni dei commissari e sotto il controllo degli enti competenti.