Lucia Annunziata: «La vittoria degli studenti in Serbia dimostra che la politica non è l’uomo solo al comando»

La vittoria degli studenti e delle studentesse in Serbia dimostra, secondo Lucia Annunziata, che la partecipazione collettiva può prevalere sulla politica costruita intorno a un unico leader. L’eurodeputata del Pd, iscritta al gruppo S&D del Parlamento europeo, ha definito la vicenda «una straordinaria lezione politica».

«Ragazze e ragazzi hanno sfidato un sistema costruito intorno a un uomo solo al comando, senza cercare un altro capo da contrapporgli», ha dichiarato Annunziata. Nel suo racconto, il movimento si è organizzato attraverso assemblee, università occupate e mobilitazioni collettive, portando la protesta prima nelle piazze e poi alle urne.

La critica al leaderismo assoluto

Il riferimento dell’eurodeputata non riguarda soltanto la Serbia. Annunziata sostiene che anche nella politica italiana continui ad avere consenso l’idea di una sola persona al vertice, uomo o donna, in grado di concentrare il potere.

«Ma il leaderismo assoluto è una fantasia, il rifugio di chi pensa che il potere significhi comandare», ha affermato. A fare la differenza, secondo Annunziata, sono invece «le persone che partecipano, si organizzano e si mobilitano».

Il paragone con il Brasile

Nel suo intervento l’eurodeputata ha citato anche il Brasile, precisando che si tratta di una situazione molto diversa. Il riferimento è a Lula, che sarebbe riuscito a ribaltare una partita elettorale ritenuta persa grazie a una grande mobilitazione popolare.

Annunziata ha accostato i due casi per evidenziare due modelli differenti: in Serbia un movimento senza un leader unico, in Brasile un leader con una lunga storia politica. «In entrambi i casi è stata la partecipazione a fare la differenza», ha concluso.