La Valle d’Aosta ha sessanta giorni di tempo per eleggere il nuovo presidente della Regione dopo la dichiarazione di ineleggibilità di Renzo Testolin, esponente dell’Union valdôtaine. La decisione è stata pronunciata ieri dalla Corte d’Appello di Torino, in seguito a un ricorso presentato da Avs per il limite dei mandati.
Il verdetto conferma la sentenza di primo grado del Tribunale di Aosta. Questa mattina il Consiglio regionale prenderà atto della decisione e sarà quindi sospeso, in attesa che le forze politiche raggiungano un accordo per superare l’impasse.
Le trattative nella maggioranza
Le consultazioni sono iniziate già ieri sera, subito dopo la pubblicazione della sentenza. Secondo quanto riferito, i contatti erano però cominciati da alcune settimane. Al momento la maggioranza regionale è composta da Union valdôtaine, Centro Autonomista e Forza Italia.
Tra i nomi considerati per la presidenza figurano Aurelio Marguerettaz, attuale capogruppo unionista ed ex assessore, e Davide Sapinet, assessore alle opere pubbliche. Sono inoltre indicati Speranza Girod, assessora all’agricoltura e la più votata dopo Testolin alle elezioni del 2025, e Giulio Grosjacques, assessore al turismo.
L’ipotesi di un sostegno più ampio
Resta da definire anche il perimetro della nuova maggioranza. L’ipotesi più accreditata è un’apertura a Fratelli d’Italia e Lega Vda, almeno attraverso un appoggio esterno, per rafforzare il nuovo governo regionale.
La possibilità potrebbe tuttavia creare tensioni all’interno dell’Union valdôtaine. Il movimento ha recentemente inserito nel proprio statuto un riferimento all’antifascismo. La scelta del presidente e la composizione del nuovo esecutivo dovranno essere definite entro il termine previsto dalla legge di sessanta giorni.

