David Rossi, la Procura antimafia di Firenze indaga per omicidio

La Procura distrettuale antimafia di Firenze ha aperto un fascicolo per omicidio sulla morte di David Rossi, ex responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, precipitato dalla finestra del proprio ufficio a Palazzo Salimbeni il 6 marzo 2013.

L’indagine, avviata nei mesi scorsi, nasce dopo l’esposto presentato dalla moglie di Rossi, Antonella Tognazzi, e dalla figlia Carolina Orlandi. Gli atti sarebbero stati trasmessi dalla Procura di Siena, che aveva archiviato due volte la vicenda come suicidio.

Gli atti della commissione parlamentare

Nel fascicolo sarebbero confluiti anche i documenti della commissione parlamentare d’inchiesta. Nella relazione intermedia presentata nel marzo scorso, la commissione ha escluso l’ipotesi del suicidio.

Gli investigatori avrebbero già ascoltato diversi testimoni, alcuni dei quali erano stati sentiti in precedenza dalla commissione. Tra gli elementi esaminati ci sono le lesioni riscontrate sul corpo del manager e i possibili collegamenti con ambienti della criminalità organizzata, compresi soggetti ritenuti vicini alla cosca del boss Nicolino Grande Aracri.

Tra le piste al vaglio figurerebbe anche quella economica, legata al sistema delle sponsorizzazioni dell’istituto senese. Gli accertamenti potrebbero riguardare la destinazione dei finanziamenti e i tagli alle risorse intervenuti prima della morte di Rossi. Un fascicolo sulla vicenda sarebbe stato aperto anche dalla Procura di Brescia.

Le ipotesi riferite dalla commissione

Nei giorni scorsi il presidente della commissione parlamentare, Gianluca Vinci, ha indicato nell’ex presidente di Mps Giuseppe Mussari e nell’ex calciante fiorentino Gabriele Ceccherelli i presunti mandante e organizzatore di un’intimidazione ai danni di Rossi, che sarebbe poi degenerata. Secondo la ricostruzione illustrata da Vinci, l’obiettivo iniziale sarebbe stato spingere il manager ad accettare determinate condizioni.

Le accuse sono state contestate dagli interessati. Sulla base degli elementi riportati, Mussari e Ceccherelli non risultano indagati.

La ricostruzione si baserebbe anche sulle dichiarazioni di due persone: un cittadino brasiliano detenuto per omicidio e un imprenditore calabrese ritenuto vicino alla ’ndrangheta. Entrambi sono stati condannati in via definitiva per calunnia. La difesa del cittadino brasiliano ha contestato le modalità di acquisizione di alcune dichiarazioni.

Il nuovo fascicolo della Dda riapre così gli accertamenti giudiziari sulla morte di Rossi, senza che dagli elementi disponibili emergano, al momento, conclusioni definitive sulle responsabilità.