Roberto Speranza accusa la Commissione Covid: «Colpire gli avversari politici»

Roberto Speranza accusa la Commissione Covid: «Colpire gli avversari politici»

Roberto Speranza, ex ministro della Salute, ha accusato la Commissione Covid di essere stata utilizzata per colpire gli avversari politici. Intervenendo in audizione, ha sostenuto che alcune domande rivolte ai soggetti ascoltati servirebbero più a produrre video per i social che a rafforzare la preparazione sanitaria del Paese.

«L’unico obiettivo di questa commissione è apparso, troppo spesso, quello di colpire malamente i propri avversari politici. E provare a raccogliere qualche consenso di gruppi negazionisti e antiscientifici», ha dichiarato Speranza. L’ex ministro ha aggiunto di sperare che l’audizione potesse fargli cambiare opinione, ma ha ribadito le sue perplessità sul lavoro svolto.

La difesa delle scelte durante la pandemia

Nel corso dell’intervento, Speranza ha difeso le principali misure adottate durante la pandemia. Secondo quanto riferito dall’ex ministro, le chiusure, compreso il primo lockdown, furono necessarie per la sicurezza sanitaria di molte persone. Ha citato uno studio dell’Imperial College pubblicato nel 2020 sulla rivista Nature, secondo cui il primo lockdown avrebbe contribuito a salvare 630mila persone.

Speranza ha ricordato anche il sistema a colori, introdotto per monitorare l’andamento dell’emergenza ed evitare ulteriori chiusure generalizzate, oltre al rafforzamento delle dotazioni sanitarie realizzato durante la crisi. Nel suo intervento ha menzionato il lavoro della struttura commissariale prima con Domenico Arcuri e poi con Francesco Paolo Figliuolo.

Sui vaccini, l’ex ministro li ha definiti «il vero game changer della vicenda pandemica». Ha attribuito all’Istituto Superiore di Sanità la stima di 151.532 decessi evitati tra gennaio 2021 e gennaio 2022 grazie alle vaccinazioni.

Il richiamo alla cooperazione internazionale

Per Speranza, la sanità non può essere soltanto territoriale o nazionale. La risposta alle future epidemie, ha sostenuto, richiede reti internazionali e sistemi di coordinamento tra Paesi. In questo quadro ha indicato come positivo il ruolo dell’Organizzazione mondiale della sanità e la prospettiva di una più forte Unione Europea della Salute.

L’ex ministro ha inoltre difeso l’acquisto congiunto dei vaccini a livello europeo, ricordando che la campagna di vaccinazione nei Paesi dell’Unione prese avvio nel dicembre 2020. Ha invece criticato l’astensione sull’accordo pandemico globale del maggio 2025, definendola una scelta legata a un «sovranismo sanitario» non adeguato alla realtà.

Nel suo intervento Speranza ha infine riferito di essere stato bersaglio, negli anni, di una «macchina del fango» e di minacce continue rivolte anche, in alcuni casi, ai suoi familiari.