Meloni: «La priorità è fermare la fuga dei giovani dal Sud»

Meloni: «La priorità è fermare la fuga dei giovani dal Sud»

Fermare la fuga dei giovani dal Mezzogiorno è la prossima priorità per le politiche di sviluppo. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la visita a Policoro, in Basilicata, dove si è recata anche per verificare i danni provocati da una tromba d’aria.

Il richiamo arriva in un contesto in cui, secondo i dati citati dalla fonte, negli ultimi 23 anni 315mila laureati hanno lasciato le regioni meridionali. Per Meloni, il problema riguarda territori che formano i giovani investendo risorse e competenze, senza riuscire poi a trattenerli.

La premier ha collegato la questione dell’emigrazione giovanile ai risultati economici rivendicati dal governo. Il Sud, ha sostenuto, negli ultimi quattro anni avrebbe registrato una crescita del Pil, dell’occupazione e dell’export superiore alla media nazionale, anche grazie all’impatto del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Nel suo intervento Meloni ha inoltre difeso una diversa impostazione delle politiche per il Mezzogiorno, basata su investimenti e infrastrutture e non su rapporti clientelari. Tra gli strumenti indicati c’è la Zes unica, che secondo la presidente del Consiglio avrebbe generato 60 miliardi di euro di investimenti.

Il governo valuta intanto di estendere a tutto il Paese il modello di semplificazione amministrativa sperimentato con la Zes unica Sud. La gestione potrebbe essere affidata a un’unica struttura operativa collegata a Palazzo Chigi, con l’obiettivo di accelerare le autorizzazioni per gli investimenti.

La fonte riferisce che la struttura potrebbe essere inserita in un prossimo decreto-legge sulle semplificazioni per le imprese, ancora in preparazione. Il provvedimento dovrebbe occuparsi anche dei costi energetici ed essere sottoposto al Consiglio dei ministri in tempi brevi.

Restano però aperte le difficoltà legate alla crisi demografica e alla capacità di creare opportunità professionali stabili nel Sud. La crescita degli investimenti e il dinamismo delle imprese, citati come segnali positivi, dovranno quindi tradursi in condizioni sufficienti per trattenere i giovani formati nelle regioni meridionali.