Il blocco favorevole a Benjamin Netanyahu è in testa nelle elezioni in Israele con 63 seggi, secondo i risultati parziali pubblicati dalla Commissione elettorale centrale. Lo scrutinio riguarda al momento il 25,2% delle urne.
Il fronte anti-Netanyahu ha ottenuto 49 seggi, mentre gli otto seggi rimanenti sono stati assegnati alla Lista Comune, una coalizione di fazioni a prevalenza araba che non si è schierata con nessuno dei due fronti.
La soglia di sbarramento
Tra i partiti che al momento risultano sotto la soglia di sbarramento del 3,25% figurano Ra’am, al 3,2%, Reservists, al 2,9%, People of Israel, all’1,8%, e Charedi Public, allo 0,2%. Trattandosi di dati parziali, la composizione dei blocchi potrebbe cambiare con il prosieguo dello scrutinio.
La reazione di Netanyahu
Benjamin Netanyahu ha rivendicato il risultato del Likud e ha chiesto la formazione di un esecutivo di destra. “Siamo ancora in attesa dei risultati definitivi, ma il Likud è il primo partito in Israele”, ha detto il premier tra gli applausi dei sostenitori nella sede del partito a Gerusalemme, dopo la diffusione degli exit poll.
Netanyahu ha inoltre affermato che “il blocco di destra detiene una maggioranza decisiva tra l’elettorato sionista” e ha definito necessario istituire un governo “di destra” e “forte”. Ha anche sostenuto che “La maggioranza ebraica e sionista deve ritrovare se stessa e unirsi”, opponendosi a un eventuale “governo sostenuto dagli arabi israeliani”.
Il primo ministro ha infine dichiarato: “L’Iran è più debole che mai, Israele è più forte che mai”, aggiungendo che, insieme al presidente statunitense Donald Trump, Israele porrà fine alla minaccia iraniana. I risultati definitivi non sono ancora disponibili.
