Detenuto di 61 anni si suicida nel carcere di Padova: fine pena nel 2038

Detenuto di 61 anni si suicida nel carcere di Padova: fine pena nel 2038

Un detenuto di 61 anni si è suicidato all’alba nella sua cella della casa di reclusione di Padova. L’uomo, secondo quanto riferito dalla Uilpa Polizia Penitenziaria, aveva una fine pena fissata al 2038. I soccorsi degli agenti e del personale medico-sanitario non sono riusciti a salvarlo.

La notizia è stata resa nota dal sindacato, che ha collegato il caso alle condizioni di sovraffollamento dell’istituto padovano. La Uilpa riferisce che nella struttura sono presenti 696 detenuti a fronte di 432 posti disponibili, con un tasso indicato del 161%.

La denuncia della Uilpa

In una nota firmata dal responsabile Gennarino De Fazio, il sindacato sostiene che «in quelle carceri si continua a morire» e afferma che dall’inizio dell’anno 60 persone detenute si sono tolte la vita. Alla cifra, secondo la stessa nota, si aggiungerebbero quattro operatori penitenziari morti per suicidio.

La Uilpa segnala inoltre una carenza di personale: nella casa di reclusione lavorerebbero 295 agenti della polizia penitenziaria, a fronte di un fabbisogno indicato in almeno 445 unità.

«Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, anziché pensare di riservare a minorenni settori delle carceri per adulti, trovi il modo per deflazionare concretamente la densità detentiva di tutti i penitenziari», scrive De Fazio nella nota.

I dati sul sovraffollamento, sugli organici e sui suicidi sono quelli diffusi dal sindacato nella comunicazione relativa al caso. Nel materiale disponibile non risultano ulteriori informazioni sulle circostanze personali del detenuto o su eventuali accertamenti successivi.