Il centrosinistra dovrebbe definire prima una posizione sui principali problemi del Paese e solo dopo affrontare il nodo della leadership. È la tesi sostenuta in un commento pubblicato da Il Fatto Quotidiano, che critica il confronto sulle primarie e sul perimetro dell’alleanza progressista.
Secondo l’analisi, tra le priorità dovrebbero entrare il potere d’acquisto dei salari, l’aumento dei prezzi, le difficoltà della sanità pubblica, il lavoro povero e l’assenza di una politica industriale. Il testo richiama inoltre la crisi dell’ex Ilva, la fuga dei giovani qualificati e la vulnerabilità del territorio agli eventi climatici.
Il commento indica poi due grandi questioni politiche: l’immigrazione, collegata al tema della sicurezza, e la posizione dell’eventuale futuro governo di centrosinistra sulle guerre e sugli equilibri internazionali.
In particolare, viene posta al centro la guerra in Ucraina: il campo progressista dovrebbe chiarire se intende proseguire il sostegno a Kiev e quale rapporto vuole costruire con Russia, Cina e Stati Uniti. Tra gli interrogativi citati c’è anche quello sulla politica energetica europea e sull’eventuale ritorno all’acquisto di gas russo.
La conclusione del commento è che il centrosinistra rischia di lasciare spazio alle forze di destra mentre si concentra su discussioni interne. Per l’autore, una proposta alternativa dovrebbe partire dai problemi sociali ed economici e dalle scelte di politica estera, prima della designazione del candidato alla guida della coalizione.
