Ucraina, si dimette il procuratore generale Kravchenko dopo l’inchiesta sui call center

Ucraina, si dimette il procuratore generale Kravchenko dopo l’inchiesta sui call center

Il procuratore generale ucraino Ruslan Kravchenko ha annunciato le proprie dimissioni dopo essere stato coinvolto nell’inchiesta “Cartagine”, un’indagine su una presunta rete di call center fraudolenti attiva in Ucraina e in altri Paesi europei.

Kravchenko, nominato dal presidente Volodymyr Zelensky nel giugno 2025, ha definito la decisione politica e ha ribadito di non voler permettere che l’incarico diventasse uno strumento di scontro politico. Il magistrato ha comunque respinto le accuse a suo carico.

L’inchiesta è condotta dall’Autorità nazionale anticorruzione ucraina (Nabu) e dalla Procura speciale anticorruzione (Sapo). Secondo gli investigatori, la rete avrebbe gestito decine di call center che proponevano investimenti inesistenti, proteggendo le strutture che pagavano tangenti e ostacolando i controlli su quelle che non lo facevano.

Il 4 settembre gli investigatori avevano perquisito gli uffici di Kravchenko e della sua vice, Maria Vdovychenko, dopo l’arresto di Serhiy Kropyva, vicecapo del Dipartimento per la cooperazione internazionale della Procura generale. Kropyva è accusato di essere tra i responsabili dell’organizzazione.

Durante le udienze, i procuratori della Sapo hanno sostenuto che Kropyva avesse rapporti stretti con Kravchenko e che fosse in grado di influire sulla gestione di alcuni procedimenti. Tra gli elementi citati figurano presunti interventi per lavori nella casa del procuratore generale, l’aiuto alla moglie per ottenere un visto statunitense e l’organizzazione di un viaggio in Spagna.

Kravchenko ha negato ogni coinvolgimento. In precedenza aveva anche contestato il collegamento con l’inchiesta di una fotografia che mostrava una cassaforte con denaro contante, sostenendo che l’immagine appartenesse a un diverso procedimento penale.

Le dimissioni sono state precedute da un incontro riservato tra Kravchenko, Zelensky e David Arakhamia, capogruppo parlamentare del partito del presidente. La Verkhovna Rada, il Parlamento ucraino, può infatti rimuovere il procuratore generale con un voto.

Nel procedimento, l’Alta Corte anticorruzione ha convalidato la custodia cautelare di Kropyva, di Yelizaveta Ivakhnenko, indicata come figura chiave nella gestione dei beni illeciti, e di Serhii Kutsyi, autista di Kropyva. Per Ivakhnenko e Kutsyi è stata fissata una cauzione di 120 milioni di grivne.