Un anticorpo-farmaco coniugato ha ridotto del 42% il rischio di morte nei pazienti con tumore gastrico o della giunzione gastro-esofagea avanzato che esprimono la proteina Claudina 18.2 e hanno già ricevuto una prima linea di trattamento. Il dato arriva dallo studio Clarity-Gastric01, presentato al congresso della Società europea di oncologia medica (Esmo).
La terapia, sonesitatug vedotin, è stata studiata nei pazienti positivi alla Claudina 18.2 in seconda linea e nelle linee successive. La sopravvivenza globale mediana è risultata di 10,6 mesi nei pazienti trattati, contro 6,4 mesi con la terapia standard.
Il risultato nelle fasi più avanzate
Nel gruppo di pazienti sottoposti alla terza linea di trattamento o a linee successive, la riduzione del rischio di morte è stata del 53%. Nello stesso setting, la sopravvivenza globale mediana è raddoppiata: 10 mesi con l’anticorpo-farmaco coniugato, rispetto ai 5 mesi della terapia standard.
Secondo i dati riportati, circa il 60% dei tumori gastrici e della giunzione gastro-esofagea esprime la Claudina 18.2 in almeno il 25% delle cellule tumorali. La proteina, normalmente presente nello stomaco, può risultare sovraespressa sulle cellule cancerose.
Come funziona il “cavallo di Troia”
L’anticorpo riconosce la Claudina 18.2 sulla superficie della cellula tumorale e vi si lega. Dopo essere stato assorbito, rilascia al suo interno farmaci potentI, con l’obiettivo di colpire direttamente il tumore e limitare i danni ai tessuti sani circostanti.
“Il carcinoma gastrico è una neoplasia aggressiva, spesso diagnosticata già in fase avanzata e con elevato tasso di ricadute anche dopo una chirurgia radicale. Da qui l’importanza di nuove opzioni di cura”, ha spiegato Sara Lonardi, direttrice di Oncologia 1 all’Istituto Oncologico Veneto di Padova. La specialista ha aggiunto che Sone-Ve è la prima terapia mirata verso Claudina 18.2 a dimostrare, in uno studio globale, un beneficio di sopravvivenza in questo contesto, con un prolungamento della sopravvivenza mediana di oltre quattro mesi rispetto alla terapia scelta dallo sperimentatore.
