Prosegue a Torino l’occupazione del Campus Luigi Einaudi dell’Università, iniziata nella serata del 26 ottobre dopo un’assemblea studentesca. Gli universitari hanno presentato una piattaforma di richieste rivolte al governo, al ministero dell’Università e della Ricerca, alla Regione Piemonte, a Edisu e all’Università di Torino.
L’assemblea Cps del dipartimento di Culture, Politica e Società annuncia che l’occupazione continuerà fino a quando non arriveranno risposte alle vertenze. “Il Campus Einaudi è occupato e, come assemblea Cps, dichiariamo che lo rimarrà fino al momento in cui Unito, Edisu, il Miur e il Governo non daranno ascolto alle nostre vertenze”, scrivono gli studenti.
Le richieste al governo
Tra le rivendicazioni rivolte all’esecutivo c’è la richiesta di sottrarre l’Italia all’accordo firmato con la Nato che prevede di arrivare a un investimento pari al 5% del Pil per la difesa entro il 2035 e al piano ReArm Europe. Gli studenti chiedono inoltre più risorse per istruzione, ricerca e sanità, la riduzione delle accise sui carburanti, il congelamento degli affitti e il blocco degli sfratti.
Residenze universitarie e fondi Pnrr
Al ministero dell’Università e della Ricerca l’assemblea chiede che il 96% dei 33mila studentati costruiti con fondi Pnrr e attualmente gestiti da privati venga posto sotto un ente pubblico, fuori dal circuito del mercato immobiliare. La piattaforma sollecita anche la disponibilità degli altri 27mila posti letto promessi dal Pnrr e non ancora realizzati.
A Edisu e alla Regione Piemonte vengono chiesti il rispetto degli standard di vivibilità nelle residenze convenzionate con privati, un fondo specifico per il premio di laurea e la possibilità, per chi rinuncia al posto letto, di accedere alla borsa di studio da fuori sede presentando un contratto di locazione.
Il rapporto con l’Università di Torino
Agli organi dell’ateneo gli studenti chiedono “la rescissione di tutte le collaborazioni e accordi con le aziende belliche”, oltre a maggiore trasparenza nella vigilanza sull’accordo con Confindustria e a una presa di posizione contro i tagli al Fondo di finanziamento ordinario.

