Report riparte da Ranucci: avanti il nuovo ciclo mentre prosegue l’inchiesta Lavitola

Report riparte da Ranucci: avanti il nuovo ciclo mentre prosegue l’inchiesta Lavitola

Sigfrido Ranucci continua a lavorare alla nuova stagione di Report. Secondo le informazioni disponibili, al momento in Rai non sarebbe prevista una rinuncia del giornalista alla conduzione. Gli incontri sul programma proseguono anche dopo gli sviluppi dell’inchiesta sull’attentato avvenuto nell’ottobre precedente davanti alla sua abitazione.

Ranucci avrebbe discusso del nuovo ciclo anche durante una riunione con Paolo Corsini, direttore dell’Approfondimento Rai. Non risultano invece confermate le indiscrezioni su una possibile richiesta di risarcimento all’azienda nel caso di un suo allontanamento dalla trasmissione.

La relazione del Comitato etico Rai

La posizione del conduttore è oggetto di attenzione su più fronti. Giovedì la relazione del Comitato etico è stata consegnata all’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi. Roberto De Vita, avvocato di Ranucci, ha espresso una valutazione positiva dell’audizione, sostenendo che il giornalista abbia risposto in maniera approfondita alle domande e fornito elementi utili a chiarire i dubbi sollevati sulla gestione del programma e delle sue inchieste.

Il legale ha inoltre ribadito che Ranucci avrebbe tutelato l’autonomia e l’indipendenza dei giornalisti della redazione, richiamando anche precedenti verifiche interne concluse senza rilievi sulla correttezza dell’operato di Report.

Lavitola resta in carcere

Sul versante giudiziario, Valter Lavitola rimane detenuto dopo che il gip Iele Moricca ha confermato la misura cautelare. Lavitola ha dichiarato di essere il mandante dell’attentato contro Ranucci, sostenendo che l’azione avrebbe dovuto determinare un rafforzamento della protezione assegnata al giornalista.

Questa ricostruzione non ha convinto il giudice, che ha considerato le dichiarazioni generiche, non verificabili e prive di riscontri concreti. Secondo il gip restano quindi attuali sia il rischio di alterazione delle prove sia quello di fuga.

La difesa di Lavitola starebbe valutando un nuovo interrogatorio davanti al pubblico ministero. È inoltre atteso un ricorso al Tribunale del Riesame contro la custodia cautelare e contro la contestazione dell’aggravante del metodo mafioso.

I legali di Antonio Passariello, Saverio Mutone, Pellegrino D’Avino e Marica De Filippis, indicati dalla Dda di Roma come presunti esecutori materiali, intendono a loro volta chiedere che gli assistiti siano interrogati. I quattro, dopo gli arresti, si erano avvalsi della facoltà di non rispondere, limitandosi a dichiarazioni spontanee. Le contestazioni comprendono, a vario titolo, detenzione e uso di un ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, con diverse aggravanti.

Il confronto politico arriva in Europa

Il caso continua intanto ad alimentare il dibattito politico. Ranucci ha rilanciato sui social l’iniziativa dell’eurodeputato del Pd Sandro Ruotolo, che ha scritto alla vicepresidente esecutiva della Commissione europea Henna Virkkunen dopo le dichiarazioni di Matteo Salvini e la richiesta di sospendere il giornalista dalla conduzione.

Ruotolo ha collegato la vicenda all’indipendenza del servizio pubblico e all’applicazione dell’European Media Freedom Act, sostenendo che le decisioni sul futuro professionale di un giornalista Rai non debbano essere assunte dal governo. Ha inoltre ricordato che l’accertamento di fatti, movente e responsabilità dell’attentato spetta alla magistratura.