Il Pnrr entra nella fase conclusiva. La scadenza del 31 agosto ha chiuso la fase di attuazione di riforme e investimenti del Next Generation EU: da quel momento, le nuove azioni degli Stati non possono più essere considerate dalla Commissione europea nella valutazione delle richieste di pagamento e non sono possibili ulteriori modifiche.
Il calendario prevede che i Paesi presentino le richieste di pagamento finali entro il 30 settembre, mentre la Commissione dovrebbe completare tutti i pagamenti entro il 31 dicembre. Per le amministrazioni centrali, le Regioni e i Comuni comincia quindi una fase delicata, dedicata soprattutto alla dimostrazione del raggiungimento degli obiettivi e alla corretta rendicontazione delle spese.
Rendicontazioni e progetti da completare
Il passaggio alla fase finale arriva mentre alcuni progetti sono ancora in completamento tecnico o documentale. Il divario tra risorse disponibili e spesa effettiva è stato tra i principali elementi di attenzione nel monitoraggio del Piano. Anche piccole e medie imprese e soggetti attuatori devono chiudere le pratiche nei tempi previsti.
Tra gli adempimenti citati figura quello del ministero dell’Istruzione e del Merito, che ha fissato al 15 ottobre il termine per rendicontare le spese sostenute e i risultati raggiunti nell’ambito delle misure di competenza. La verifica riguarda, tra l’altro, la realizzazione degli edifici scolastici previsti dal Piano.
Non tutti gli interventi si esauriranno con la scadenza del Pnrr. Alcuni progetti, soprattutto infrastrutturali, utilizzano strumenti finanziari rotativi e potranno proseguire oltre il termine grazie ai contratti già sottoscritti dagli enti gestori.
Il ruolo dell’Italia e del Mezzogiorno
Secondo il materiale citato, l’Italia ha utilizzato una quota particolarmente rilevante delle risorse europee e ha ricevuto circa 166 miliardi di euro sui 194,4 assegnati, dopo il pagamento della nona rata. Resta la decima rata, collegata agli obiettivi finali: la richiesta dovrebbe essere presentata entro il 30 settembre, con valutazione entro il 30 novembre e pagamento entro il 31 dicembre.
Nel Mezzogiorno, il Piano ha sostenuto in particolare infrastrutture ferroviarie e portuali, digitalizzazione scolastica, transizione energetica e beni culturali. Diverse opere ferroviarie, tra cui gli interventi sulle linee Napoli-Bari, Salerno-Reggio Calabria e Palermo-Messina-Catania, sono destinate a proseguire anche oltre il Pnrr.
La questione centrale, dopo la chiusura della fase di attuazione, sarà capire se gli investimenti riusciranno a produrre effetti duraturi su crescita, occupazione ed export, soprattutto nelle aree che hanno beneficiato maggiormente delle risorse.

