Ursula von der Leyen non ha ancora reso dichiarazioni di persona alla Procura europea (Eppo) nell’ambito dell’inchiesta sugli acquisti dei vaccini anti-Covid negoziati con l’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla. Lo riferisce Politico, citando una fonte coinvolta nelle indagini.
Il caso, noto come Pfizergate, riguarda le presunte irregolarità nei negoziati tra la presidente della Commissione europea e Bourla. L’inchiesta era stata avviata inizialmente in Belgio e nel 2024 è passata sotto la conduzione dell’Eppo.
Le dichiarazioni della procuratrice Kövesi
In un’intervista a Politico, la procuratrice capo europea Laura Codruța Kövesi ha denunciato le difficoltà incontrate dagli investigatori nell’ottenere la collaborazione di esponenti politici di alto livello. Il suo mandato settennale terminerà venerdì.
«Alcuni politici pensano di essere al di sopra della legge», ha dichiarato Kövesi. E ha aggiunto: «Se si viene convocati per rendere dichiarazioni, bisogna presentarsi».
La procuratrice ha spiegato che le indagini incontrano ostacoli particolari quando coinvolgono «politici di primo piano o persone ricche legate alla classe politica». Interpellata sull’eventuale riferimento a von der Leyen, Kövesi ha rifiutato di commentare singole inchieste.
La posizione della Commissione europea
La Commissione europea ha respinto le insinuazioni di una mancata collaborazione. Il portavoce Thomas Regnier ha dichiarato a Politico che «La Commissione ha ampiamente cooperato con l’Eppo per chiarire i fatti e valutare gli eventi».
Regnier ha precisato che la collaborazione è sempre avvenuta con il pieno sostegno della presidente e che von der Leyen continua a rispondere alle questioni aperte, compatibilmente con i suoi impegni istituzionali.
Le informazioni disponibili descrivono quindi due aspetti distinti: da una parte, l’assenza finora di una dichiarazione resa personalmente alla Procura europea secondo la fonte citata da Politico; dall’altra, la posizione della Commissione, che rivendica una collaborazione già ampia e tuttora in corso.
Le preoccupazioni sull’Eppo
Kövesi ha inoltre denunciato i tentativi di indebolire la Procura europea attraverso finanziamenti insufficienti e ostacoli burocratici. «Temo che l’Eppo venga lentamente soffocata perché sta facendo il suo lavoro», ha avvertito.
Secondo la procuratrice, l’indipendenza e la credibilità dell’istituzione rappresentano la principale sfida per il suo successore, il procuratore tedesco Andrés Ritter.
