Dal 1° novembre dovrebbero entrare in vigore nuove regole europee per le spedizioni dell’e-commerce provenienti da Paesi extra-Ue. Il provvedimento prevede che siano le piattaforme online a occuparsi delle formalità doganali e del pagamento dei dazi sulle merci vendute ai consumatori europei.
La misura si inserisce nella revisione del quadro doganale dell’Unione europea e punta, secondo quanto riportato dalla fonte, a contrastare le irregolarità legate soprattutto al commercio di prodotti a basso costo e all’ultra fast-fashion.
È inoltre prevista una tariffa sui piccoli pacchi. L’importo non è ancora stato stabilito dalla Commissione europea e sarà distinto dalla decisione relativa ai dazi sulle importazioni di valore inferiore a 150 euro. Il costo, stando al materiale disponibile, non dovrebbe ricadere direttamente sul consumatore finale, ma sulle piattaforme responsabili delle importazioni.
Le violazioni degli obblighi doganali potrebbero comportare sanzioni fino al 6% del valore annuo delle merci importate nell’anno precedente. Tra le conseguenze indicate figurano anche la perdita di alcuni privilegi doganali e possibili restrizioni all’accesso alle piattaforme online.
Il controllo sarà affidato a una nuova agenzia decentrata dell’Ue per le dogane, con sede indicata a Lille e operativa dal 2027. L’organismo dovrebbe analizzare i dati sulle importazioni e sulle esportazioni attraverso il nuovo centro doganale digitale europeo, per aiutare gli Stati membri a individuare le merci da sottoporre prioritariamente a ispezione.
Il sistema prevede procedure semplificate per gli operatori certificati come Trust and Check. Le imprese considerate affidabili potranno immettere le merci nei 27 Stati membri con un intervento doganale ridotto.
Secondo Giulio Felloni, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, l’organizzazione sostiene l’abolizione dell’esenzione dai dazi per le spedizioni extra-Ue sotto i 150 euro e l’introduzione di una tariffa uniforme sui piccoli pacchi, nel rispetto del principio “stesso mercato, stesse regole”.
La fonte riferisce infine che una tassa di 3 euro già introdotta dal 1° luglio avrebbe ridotto del 30-40% le importazioni di piccoli pacchi dalla Cina, con effetti negativi sui ricavi di piattaforme come Temu, Shein e AliExpress. Questo dato e la tempistica definitiva delle nuove misure richiedono ulteriori verifiche ufficiali.

