Carlo Calenda e Pina Picierno chiedono al centrosinistra di sostenere Mario Calabresi come candidato sindaco di Milano senza passare dalle primarie. La proposta, secondo quanto riferito da Il Fatto Quotidiano, sta alimentando il confronto interno alla coalizione e le critiche di una parte del Partito democratico.
Calenda sostiene che Azione sia particolarmente forte a Milano e considera le primarie una scelta “autolesionistica”. Il leader di Azione ha inoltre criticato la segreteria milanese del Pd, guidata da Alessandro Capelli, per non aver accolto con sufficiente entusiasmo l’ipotesi di una candidatura unitaria di Calabresi.
Sulla stessa linea Pina Picierno, leader di Spazio pubblico, che in una nota congiunta con Calenda ha definito Calabresi un candidato da sostenere senza sottoporlo al confronto ai gazebo.
La proposta è stata contestata da Paolo Romano, consigliere regionale del Pd. Romano ha chiarito che il problema, a suo giudizio, non sarebbe il sostegno a Calabresi, ma il tentativo di indicare preventivamente candidato e metodo di selezione. Il riferimento è anche alle precedenti aperture di Azione verso un possibile candidato civico e ai rapporti con il centrodestra.
Romano ha difeso invece l’ipotesi di primarie tra Calabresi e Pierfrancesco Majorino, sostenendo che i candidati potrebbero confrontarsi lealmente e riconoscere il risultato finale. Il consigliere ha inoltre accusato Calenda, Picierno e Daniele Nahum, consigliere comunale di Azione, di non aver presentato proposte sufficientemente definite sui principali temi amministrativi della città, dall’urbanistica alla transizione energetica e al piano casa.
Nel suo intervento Romano ha sollevato anche obiezioni sulle posizioni assunte dai protagonisti del confronto rispetto al governo Meloni e alla guerra a Gaza. Le dichiarazioni, così come ricostruite dalla fonte, si inseriscono in una fase di discussione ancora aperta sul perimetro della coalizione e sulla scelta del candidato per Palazzo Marino.
