Inchiesta sisma nelle Marche, Pistarelli valuta il Riesame: «Dimesso da un anno, non c’è rischio per le prove»

Inchiesta sisma nelle Marche, Pistarelli valuta il Riesame: «Dimesso da un anno, non c’è rischio per le prove»

Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, respinge le accuse di corruzione nell’inchiesta sulla ricostruzione post-sisma. La difesa sta valutando il ricorso al Tribunale del Riesame per chiedere la revoca della custodia cautelare.

La posizione è emersa dopo il colloquio di venerdì 23 ottobre nel carcere anconetano di Montacuto tra Pistarelli e il suo difensore, l’avvocato Gabriele Cofanelli. «Fabio l’ho trovato meglio», ha riferito il legale al termine dell’incontro.

L’interrogatorio fissato per il 26 ottobre

Pistarelli e il suo avvocato hanno iniziato a esaminare l’ordinanza di custodia cautelare, composta da oltre 800 pagine. L’interrogatorio è fissato per lunedì 26 ottobre alle 10, sempre nel carcere di Montacuto.

Cofanelli non ha escluso la possibilità di rivolgersi al Riesame: «Lo stiamo valutando», ha detto. Tra gli argomenti che la difesa intende sottoporre al giudice c’è il fatto che Pistarelli si sia dimesso dall’incarico di capo di gabinetto del presidente Acquaroli un anno fa.

Secondo il difensore, le dimissioni farebbero venire meno il rischio di inquinamento delle prove. «È un tema che merita di essere approfondito», ha aggiunto Cofanelli.

L’inchiesta sulla ricostruzione post-sisma

L’indagine è culminata in otto arresti e 51 persone indagate. Le attività investigative hanno inoltre interessato sette regioni, con perquisizioni. Per Pistarelli, l’eventuale ricorso al Tribunale del Riesame rappresenta il passaggio indicato dalla difesa per chiedere la revoca della misura cautelare.

Le valutazioni sull’assenza del rischio di inquinamento delle prove sono state espresse dalla difesa e dovranno essere esaminate nelle sedi competenti.