Fondi Safe, l’Italia chiede all’Ue tra 8 e 8,9 miliardi per la difesa: tensioni nella maggioranza

Fondi Safe, l’Italia chiede all’Ue tra 8 e 8,9 miliardi per la difesa: tensioni nella maggioranza

L’Italia ha formalizzato alla Commissione europea la richiesta di accesso ai fondi del programma Safe per finanziare investimenti nel settore della difesa. La cifra indicata nelle ricostruzioni disponibili è di 8 miliardi di euro, mentre il vicepremier Antonio Tajani ha parlato di 8,9 miliardi.

La somma è comunque inferiore ai circa 14-14,9 miliardi inizialmente opzionati dal governo. Tajani ha spiegato che la riduzione sarebbe legata alla necessità di destinare maggiori risorse a sanità e politiche sociali, in un contesto internazionale modificato dalla guerra in Iran.

I fondi Safe, acronimo di Security Action for Europe, sono prestiti agevolati dell’Unione europea destinati a sostenere investimenti comuni nella difesa e nella sicurezza. Il programma dispone complessivamente di 150 miliardi di euro, finanziati attraverso l’emissione di debito comune europeo.

Secondo quanto riferito da Tajani, il ministero della Difesa dovrà ora predisporre l’elenco dei progetti. Una parte delle iniziative sarebbe già stata programmata in collaborazione con altri Stati europei. L’utilizzo delle risorse dovrebbe iniziare dal prossimo anno.

La decisione ha riaperto il confronto nella maggioranza. Forza Italia ha accolto positivamente la richiesta. Maurizio Gasparri ha sostenuto che l’obiettivo non sia alimentare ambizioni belliciste, ma rafforzare la difesa e l’autonomia del Paese, citando anche la necessità di sviluppare capacità nei settori marittimo, spaziale e cibernetico.

Di segno opposto la posizione della Lega. Il senatore Claudio Borghi ha ribadito la propria contrarietà sui social, affermando di aver già espresso in Parlamento le sue obiezioni e invitando il governo ad assumersi la responsabilità di un eventuale via libera.