Amedspor, il nome che sfida la storia debutta nella Süper Lig

Amedspor, il nome che sfida la storia debutta nella Süper Lig

L’Amedspor entra per la prima volta nella Süper Lig. Domenica 16 agosto la squadra di Diyarbakır affronta l’Erzurumspor, completando un percorso che va oltre il risultato sportivo: il nome del club, espressione curda della città, è stato a lungo al centro di contestazioni e provvedimenti disciplinari.

Fondata nel 1972 come Melikahmet Turanspor, la società ha cambiato più volte denominazione. La svolta risale al 2014, quando l’assemblea adottò il nome Amed. L’anno seguente la federazione turca inflisse una multa da 10 mila lire per l’uso non autorizzato della nuova denominazione e dello stemma.

Da allora il club rossoverde è diventato un punto di riferimento per una parte della popolazione curda, che vi riconosce elementi di lingua, memoria e appartenenza. Secondo i dati comunicati dalla stessa società, circa il 75% delle entrate proviene da donazioni volontarie.

Le tensioni dentro e fuori dagli stadi

Il cammino dell’Amedspor è stato segnato anche da episodi ostili. Nel marzo 2023, durante la trasferta contro il Bursaspor, dagli spalti furono lanciati bottiglie, petardi e altri oggetti. Comparvero inoltre immagini associate, nella memoria curda, alle violenze e alle sparizioni forzate degli anni Novanta.

Nel febbraio 2026 la federazione ha deferito il club e il calciatore Çekdar Orhan per un’esultanza nella quale mimava il gesto di intrecciarsi i capelli. In quel periodo le trecce erano utilizzate sui social come segno di solidarietà con le donne curde in Siria; gli organi disciplinari ipotizzarono una forma di propaganda ideologica.

Dalla promozione agli obiettivi in massima serie

La promozione è diventata matematica il 2 maggio, dopo il pareggio per 3-3 contro l’Iğdır. I festeggiamenti hanno coinvolto non soltanto Diyarbakır, ma anche comunità curde in altre città turche e all’estero.

Al successo hanno fatto seguito le congratulazioni pubbliche del presidente Recep Tayyip Erdoğan. Anche Devlet Bahçeli, leader nazionalista dell’MHP e suo alleato, ha accolto positivamente la promozione, dopo aver negato nel 2023 l’esistenza di un luogo chiamato Amed.

L’esordio arriva mentre in Turchia si discute del possibile reintegro di ex militanti del PKK, che nel 2025 ha annunciato lo scioglimento e la fine della lotta armata. Il conflitto, iniziato nel 1984, ha provocato oltre 40 mila morti. La promozione non cancella una vicenda tanto complessa, ma colloca l’Amedspor in una fase delicata dei rapporti tra lo Stato turco e la comunità curda.

Sul piano sportivo, la società ha affidato la panchina a Besnik Hasi e ingaggiato il portiere francese Alban Lafont, già alla Fiorentina. L’obiettivo dichiarato è consolidare la permanenza nella massima serie; il presidente Nahit Eren ha indicato anche le competizioni europee come traguardo futuro.

Contro l’Erzurumspor comincia dunque una nuova fase: dopo anni di controversie legate al proprio nome, l’Amedspor cerca ora spazio nella Süper Lig soprattutto attraverso i risultati sul campo.