La seduta aperta del Consiglio regionale delle Marche sulla ricostruzione post-sisma si terrà domani, 28 ottobre, a Muccia, nel Maceratese, ma senza modifiche all’ordine del giorno per inserire in apertura un dibattito sull’inchiesta giudiziaria.
La richiesta delle opposizioni è stata respinta a maggioranza dalla Conferenza dei Capigruppo. I gruppi di minoranza chiedevano di mettere al primo punto le comunicazioni del presidente della Regione, Francesco Acquaroli, sull’indagine della Direzione distrettuale antimafia e di far seguire un confronto in aula.
Il programma resta quindi quello convocato prima che emergesse l’inchiesta, culminata in otto arresti e 51 indagati complessivi. Secondo quanto riportato, l’indagine comprende diversi filoni relativi a ipotesi di appalti pubblici pilotati e di infiltrazioni della criminalità organizzata nei subappalti della ricostruzione privata.
Le domande dell’opposizione
La minoranza aveva chiesto anche di sottoporre ad Acquaroli dieci domande, soprattutto sulla dinamica delle dimissioni di Fabio Pistaroli, ex capo di gabinetto del presidente regionale, e sulle eventuali segnalazioni ricevute. Pistaroli si era dimesso nel dicembre 2025 ed è stato coinvolto nell’inchiesta.
La seduta si svolgerà a partire dalle 12 in uno dei centri colpiti dal sisma del 2016. Sono previsti il saluto del sindaco Stefano Antonelli e gli interventi del presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui, dell’assessore regionale alla Protezione Tiziano Consoli, del commissario post-sisma Guido Castelli, del presidente Acquaroli e dei presidenti delle Province.
Parleranno inoltre i capigruppo delle diverse formazioni consiliari. In chiusura potrà intervenire nuovamente Acquaroli. Per tutti gli interventi è previsto un limite massimo di 12 minuti.
La seduta arriva dunque in un momento segnato dall’indagine sulla ricostruzione, ma il confronto specifico chiesto dalle opposizioni non è stato inserito all’inizio dei lavori.

