Si sono aperti alle 7 locali, le 6 in Italia, i seggi per il rinnovo della Knesset, il Parlamento israeliano. Gli elettori sono chiamati a formare la 26ma legislatura in quella che la fonte definisce la prima votazione dall’attentato del 7 ottobre.
Le urne resteranno aperte fino alle 22 locali, le 21 in Italia. Sono circa 7 milioni e 331 mila gli israeliani chiamati al voto. In lizza ci sono 36 partiti, ma i sondaggi rilevano soltanto 13 formazioni, cioè quelle che superano la soglia di sbarramento del 3,25%.
Quando arriveranno i risultati
Gli exit poll saranno diffusi subito dopo la chiusura dei seggi. I risultati definitivi, invece, saranno ufficializzati l’8 novembre, otto giorni dopo il voto.
Il ritardo è legato anche al conteggio delle cosiddette “buste doppie”, utilizzate da chi vota lontano dal proprio luogo di residenza. Tra questi ci sono soldati, diplomatici e persone ricoverate in ospedale. Secondo la fonte, in passato questo conteggio ha modificato gli esiti emersi dagli exit poll iniziali.
La sfida tra Likud e Yashar!
Il sistema elettorale è proporzionale puro, con un collegio unico. La Knesset dispone di 120 seggi e, per la loro distribuzione, l’affluenza è considerata un fattore determinante.
Queste sono le prime elezioni dopo tre anni di guerra. I sondaggisti stimano che il 74% della popolazione abbia espresso l’intenzione di votare, una percentuale superiore all’affluenza registrata alle elezioni del 2022, quando si fermò al 70%.
Tra i partiti più quotati alla vigilia figura il Likud del premier in carica Benjamin Netanyahu. L’altra formazione indicata tra le principali è Yashar!, il cui nome significa “Dritto” o “Onesto”, guidata dall’ex capo di Stato maggiore dell’Idf Gadi Eisenkot.

