Il mercato brasiliano ha reagito con forti ribassi alla rielezione del presidente Luiz Inácio Lula da Silva. Nel primo giorno di contrattazioni dopo il risultato elettorale, il dollaro commerciale ha chiuso in rialzo dell’8,21%, a 5,40 real, mentre l’indice Ibovespa ha perso il 13,88%, fermandosi a 176.608 punti.
Per la valuta statunitense si è trattato del maggiore aumento giornaliero dal gennaio 1999. Durante la seduta il dollaro è arrivato a guadagnare il 9,7%, prima di ridurre parzialmente il rialzo. La quotazione finale ha rappresentato anche il livello più alto dal luglio 2025.
La Borsa interrompe temporaneamente gli scambi
Alla B3, la Borsa brasiliana, è stato attivato il circuit breaker dopo che l’Ibovespa aveva registrato una perdita superiore al 10% nelle prime fasi della seduta. Il meccanismo interrompe temporaneamente le negoziazioni per contenere movimenti estremi e ridurre il rischio di oscillazioni disordinate.
Dopo la ripresa degli scambi, l’indice è arrivato a perdere oltre il 15%. Il calo del 13,88% a fine giornata è stato il più forte da marzo 2020, quando i mercati globali erano stati colpiti duramente dalla crisi legata alla pandemia di Covid-19. L’ultima attivazione del circuit breaker risaliva allo stesso periodo.
Le azioni più colpite
Tra i titoli con le perdite più ampie figurano Magazine Luiza, in calo del 58,23%, Vamos (-56,79%) e Hapvida (-54,93%). Ribassi significativi hanno riguardato anche società dei comparti dei consumi, della vendita al dettaglio e del mercato immobiliare.
In forte calo anche i titoli bancari: Banco do Brasil ha perso il 29,33%, Bradesco il 21,40%, Itaú il 13,66% e Santander il 4,47%.
I timori sulla politica economica
La reazione degli investitori riflette, secondo il materiale disponibile, le preoccupazioni di una parte del mercato finanziario sulla politica economica del quarto mandato di Lula. Tra i principali punti di attenzione ci sono le prospettive per i conti pubblici.
Il presidente ha sostenuto misure per stimolare la crescita del prodotto interno lordo e ha ridimensionato la necessità di un aggiustamento fiscale più rigoroso. Il risultato elettorale ha quindi aperto la prima seduta del nuovo mandato in un contesto di forte pressione sulla valuta e sul mercato azionario brasiliano.

