Valter Lavitola dal carcere: «Ho fatto degli errori»

Valter Lavitola dal carcere: «Ho fatto degli errori»

Valter Lavitola ammette di aver commesso degli errori e chiede di poter lasciare il carcere per i domiciliari. Lo scrive in una lettera indirizzata alla compagna, di cui il Tg1 delle 20 ha trasmesso alcuni passaggi.

«Non sono lucidissimo, anche se sto bene», si legge nel testo, nel quale Lavitola aggiunge di aver chiesto la possibilità di lavorare durante la detenzione. «Qui in carcere ti assicuro è molto più pesante l’impotente attesa», scrive.

Lavitola si trova in custodia cautelare nel carcere romano di Rebibbia con l’accusa di essere il mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci. Nella lettera riferisce di aver già riconosciuto alla compagna di non averla ascoltata e parla delle «sofferenze e frustrazioni» vissute.

Il suo avvocato, Arturo Cola, ha descritto al quotidiano Libero una situazione psicologica difficile. Secondo il legale, Lavitola si sentirebbe in colpa per aver coinvolto persone a lui vicine, tra cui Gomez e Ranucci, in conseguenza di una scelta che considera propria.

L’ex editore di Avanti! è detenuto dal 10 agosto. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, Iole Moricca, ha respinto la richiesta di arresti domiciliari presentata dalla difesa.

Nell’ordinanza, il gip ha rilevato che Lavitola avrebbe ammesso di essere il mandante dell’azione, ma avrebbe ridimensionato il proprio ruolo nell’organizzazione e negato di conoscere le modalità concrete dell’esecuzione. Il giudice ha inoltre definito non credibili alcune ricostruzioni relative all’uso dell’ordigno e al movente, che Lavitola avrebbe ricondotto alla volontà di rafforzare la scorta di Ranucci.