Sabato 10 ottobre la Casa Circondariale di Rebibbia ospiterà una nuova edizione dei “Giochi della speranza”, una mattinata di sport e confronto che coinvolgerà detenute, agenti della Polizia penitenziaria, magistrate e rappresentanti della società civile.
L’iniziativa è stata presentata come una “piccola olimpiade in carcere” e prevede la partecipazione di quattro rappresentative sportive. Le squadre si confronteranno in calcio a 5, pallavolo, atletica, tennis tavolo e calcio balilla.
Le quattro rappresentative in gara
A scendere in campo saranno gruppi formati da detenute, personale della Polizia penitenziaria, magistrate ed esponenti della società civile. L’appuntamento arriva dopo l’edizione dello scorso febbraio, organizzata nella Casa di Reclusione di Milano Bollate.
I Giochi sono promossi dalla Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, dalla Rete di magistrati “Sport & Legalità” e dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. L’evento ha il patrocinio del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale e si svolge con la collaborazione dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport della Cei, del Csi-Comitato di Roma e del Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre.
Sport, giustizia e percorsi di recupero
Secondo i promotori, la giornata vuole offrire un’occasione di riflessione sui temi della giustizia, della dignità umana e dei percorsi di recupero attraverso lo sport.
“I Giochi della Speranza rappresentano un’occasione concreta per dare attuazione ai principi costituzionali che ispirano la funzione rieducativa della pena”, ha dichiarato Sergio Sottani, procuratore generale presso la Corte di Appello di Perugia e presidente di “Sport & Legalità”.
Daniele Pasquini, presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, ha sottolineato che “il carcere evidentemente è un luogo di reclusione, ma non per questo deve diventare un luogo di isolamento dalla società”.
L’iniziativa è nata in occasione del Giubileo della Speranza. Don Alberto Gastaldi, direttore dell’Ufficio educazione, sport, scuola e università della Cei, ha affermato: “Questi Giochi testimoniano che la speranza va coltivata con gesti concreti e continuità”.

