Ecuador, arrestata Luisa González: indagine sui fondi della campagna presidenziale del 2023

Ecuador, arrestata Luisa González: indagine sui fondi della campagna presidenziale del 2023

La Policía Nacional dell’Ecuador ha arrestato nella notte di giovedì Luisa González, ex candidata alla presidenza per il movimento Revolución Ciudadana e principale esponente del correismo. Il fermo è avvenuto nella provincia di Manabí, dove González è cresciuta e risiede, nell’ambito di un’indagine sui finanziamenti della campagna elettorale del 2023 e su un possibile reato di riciclaggio.

L’operazione è stata condotta da agenti inviati da Quito insieme alle unità locali. La Fiscalía General del Estado ha confermato il fermo e ha comunicato, in coordinamento con la polizia, l’esecuzione di ordini di arresto nelle province di Manabí e Pichincha contro tre persone sospettate di coinvolgimento nel caso denominato “Laberinto”.

L’inchiesta sui finanziamenti elettorali

Secondo il ministero pubblico, il fascicolo riguarda “presuntas irregularidades en el financiamiento político y el gasto electoral en publicidad durante la campaña presidencial de 2023, por inconsistencias en los aportes y el origen lícito de los recursos”. Sono complessivamente sette le persone sotto indagine, tra cui figure legate alla campagna di González e di Andrés Arauz, il binomio che partecipò al ballottaggio del 2023.

La Fiscalía ha annunciato che nelle ore successive avrebbe formalizzato le accuse. Il materiale disponibile non indica l’esito di questa fase né eventuali decisioni giudiziarie successive all’arresto.

Le contestazioni di González e la reazione di Correa

L’indagine risale almeno a gennaio, quando furono resi pubblici perquisizioni nell’ambito del caso collegato “Caja Chica”. Le autorità avevano ispezionato immobili nelle province di Pichincha e Guayas, compresa l’abitazione di González, ipotizzando che denaro illecito in contanti proveniente dal governo di Nicolás Maduro in Venezuela fosse entrato in Ecuador per finanziare la campagna.

González ha negato più volte di aver ricevuto fondi stranieri o di provenienza illecita. Dopo le perquisizioni di gennaio aveva dichiarato: “La Revolución Ciudadana y Luisa González no hemos recibido un solo centavo ni de Venezuela ni de ningún cartel, ni de nadie”. L’ex candidata aveva inoltre accusato la Fiscalía di non avere prove e di agire per motivi politici.

Rafael Correa, ex presidente, leader della Revolución Ciudadana e mentore politico di González, è stato il primo ad avvertire dell’arresto. In un messaggio pubblicato su X ha scritto: “Apresaron a Luisa González. ¡¡¡YA BASTAAA!!! Ecuador Vencerá”. Tra i sostenitori del correismo sono seguite reazioni che hanno definito il procedimento arbitrario e politicamente persecutorio.