Il decreto scuola ha ottenuto il via libera del Consiglio dei ministri, ma il Governo sta ancora lavorando alle coperture finanziarie. Il testo non è stato ancora trasmesso al Quirinale e potrebbe arrivare all’esame del presidente della Repubblica lunedì.
Tra le misure previste figurano sanzioni da 200 a 1.000 euro per chi si presenta a scuola con il volto coperto. Il divieto riguarda burqa e niqab e, salvo i casi di malattia, anche le mascherine chirurgiche. Se la violazione è commessa da un minore, la multa ricade sui genitori.
La stessa fascia di sanzione è prevista per le famiglie che non partecipano ai corsi gratuiti di italiano quando la mancata conoscenza della lingua può ostacolare l’integrazione dello studente e il suo rendimento scolastico.
Il provvedimento assegna inoltre 8 milioni di euro in due anni al Fondo permanente contro il cyberbullismo e 21 milioni all’anno per la gratuità, totale o parziale, dei libri di testo destinati alle famiglie meno abbienti. La soglia Isee per accedere al beneficio salirebbe da 30mila a 40mila euro. Sono previsti anche 70 milioni per i docenti tutor.
Il Piano educativo individualizzato adottato all’inizio del ciclo scolastico dovrà essere aggiornato soltanto in presenza di nuovi elementi. Il decreto interviene poi sul limite del 30% per classe degli studenti senza cittadinanza italiana e privi di un’adeguata formazione scolastica. Sono previste deroghe per ragioni legate al domicilio e a comprovate esigenze familiari.
Per le scuole che non riuscissero comunque a rispettare la soglia è previsto un fondo da 17,5 milioni di euro destinato a rafforzare l’apprendimento dell’italiano. Il testo prevede anche un maggiore coordinamento degli Uffici scolastici provinciali.
Secondo una rielaborazione di Skuola.net su dati ministeriali relativi all’anno scolastico 2022-2023, le scuole con una presenza superiore al 30% sono 4.223, pari al 7,9% del totale. La quota, considerando le classi statali, risulta più alta in Lombardia ed Emilia-Romagna. Nel complesso, gli studenti stranieri sono circa 930mila, l’11,6% della popolazione scolastica; il 65,2% è nato in Italia.
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha sostenuto che la conoscenza dell’italiano favorisca l’integrazione, distinguendo le nuove disposizioni dalle precedenti circolari, considerate raccomandazioni non vincolanti.
Nell’ultima versione del testo circolata sono state indicate, tra le altre, la necessità di prevedere un’alternativa scolastica vicina alla residenza e la rinuncia all’allontanamento dello studente dai genitori che non frequentano i corsi di italiano. Resta ora atteso il passaggio al Quirinale e la firma del presidente della Repubblica.

