AfD prima in Sassonia-Anhalt, in Italia il centrodestra si divide

AfD prima in Sassonia-Anhalt, in Italia il centrodestra si divide

La vittoria dell’AfD alle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt ha aperto un confronto politico anche in Italia. Nel centrodestra le reazioni sono divergenti: Matteo Salvini e Roberto Vannacci celebrano il risultato, mentre Antonio Tajani lo considera una notizia negativa.

Il vicepremier e leader della Lega ha definito il successo dell’AfD “clamoroso”, rivolgendosi anche ad Alice Weidel, e ha letto il voto come il segnale di una richiesta di cambiamento, sicurezza e lavoro. Vannacci, leader di Futuro nazionale, ha commentato il risultato con toni altrettanto favorevoli, sostenendo che “l’Europa cambia”.

Di segno opposto la posizione di Tajani. Il ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia ha parlato di un’affermazione “antitetica” ai valori liberali e occidentali del suo partito. Pur sottolineando che il voto degli elettori va rispettato, Tajani ha auspicato iniziative politiche per contrastare la diffusione di forze populiste e fanatiche in Europa.

Da Fratelli d’Italia, il deputato Emanuele Loperfido ha invitato a rispettare l’esito elettorale e ha interpretato l’alta partecipazione come una conferma del ruolo del voto nel dare risposte alle esigenze dei cittadini. Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, ha definito il risultato chiaro e in parte prevedibile, ma ha avvertito che un voto regionale non dovrebbe essere caricato di significati eccessivi. Lupi ha inoltre ribadito la contrarietà ai partiti estremisti.

Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha invece collegato l’avanzata dell’estrema destra alle politiche europee su riarmo, disuguaglianze e servizi pubblici. Secondo Conte, destinare risorse alle armi invece che alla sanità, alla scuola e alla riduzione delle diseguaglianze contribuisce a creare il contesto nel quale l’AfD diventa il primo partito.

Critiche sono arrivate anche dalle opposizioni. Angelo Bonelli ha definito il voto un segnale d’allarme per l’Europa e ha chiesto di affrontare povertà e insicurezza sociale. Il senatore del Pd Filippo Sensi ha parlato di una vittoria della paura, mentre Riccardo Magi, segretario di Più Europa, ha denunciato il rischio rappresentato da nazionalismo e xenofobia. Per Carlo Calenda, leader di Azione, la crescita dei nazionalismi mette a rischio l’Unione europea.