La Annunciazione di Tiziano, realizzata nel 1520 per la Cattedrale di Treviso, è esposta alla Galleria Borghese fino all’8 dicembre. La grande tavola viene presentata nella stessa sala di Amor Sacro e Amor Profano, in un confronto dedicato alle analogie e alle differenze tra due opere dipinte nello stesso periodo.
L’esposizione rientra nelle iniziative organizzate in occasione dei 450 anni dalla morte di Tiziano. Il progetto, intitolato “Tiziano V/S Tiziano”, prende spunto dalla figura femminile presente nei dipinti: la stessa modella dai lunghi capelli sciolti e fulvi sembra riflettersi nelle due figure gemelle di Amor Sacro e Amor Profano e nella Madonna china verso il pubblico dell’Annunciazione.
Il confronto tra le due opere
Secondo la curatrice Maria Giovanna Sarti, i dipinti sono accomunati dall’idealizzazione del soggetto femminile nella dimensione della sacralità. Un altro elemento condiviso è il ricorso all’antico: nell’Annunciazione compare un bassorilievo appena rivelato, con la scena dello svelamento di Amore e Psiche, mentre nell’altro dipinto è presente un sarcofago.
In entrambe le opere compare inoltre uno stemma collocato in una posizione strategica, un dettaglio che, ha spiegato la curatrice, non è consueto nei dipinti di Tiziano.
Il restauro dell’Annunciazione
La presenza dell’opera a Roma è legata anche al recente restauro, che ha portato alla luce dettagli definiti fondamentali e inediti. Tra questi ci sono un’iscrizione con la firma, il riferimento alla committenza del canonico Broccardo Malchiostro e l’anno di esecuzione, il 1520.
Il committente è raffigurato in fondo alla scena come una piccola figura inginocchiata. L’opera è la prima Annunciazione dipinta da Tiziano ed è anche tra le sue prime prove di prospettiva non centrata. Sullo sfondo si vedono le Dolomiti, mentre l’angelo, osservato più attentamente, presenta tre gambe.
La tavola era stata realizzata per completare la cappella Malchiostro della cattedrale trevigiana, dove è ancora conservata. Il trasferimento temporaneo è stato reso possibile dai lavori di restauro degli affreschi del Pordenone nella stessa cappella, dedicati al mistero dell’incarnazione di Cristo.
Per la direttrice della Galleria Borghese Francesca Cappelletti, l’iniziativa consente di mostrare sia il restauro sia gli elementi emersi grazie all’intervento. Il confronto prosegue il modello espositivo inaugurato dal museo nel 2022 con un progetto dedicato a Tiziano e alle relazioni tra opere della Galleria e prestiti provenienti da altre istituzioni.

