Nessy Guerra, l’ex marito chiede di risposarlo: «Altrimenti nuove denunce e l’affidamento della figlia»

Nessy Guerra, l’ex marito chiede di risposarlo: «Altrimenti nuove denunce e l’affidamento della figlia»

Tamer Hamouda, ex marito di Nessy Guerra, avrebbe chiesto alla donna di tornare con lui e di risposarlo, prospettando in caso contrario nuove iniziative giudiziarie e una richiesta di affidamento della figlia. La vicenda è stata ricostruita da Repubblica, secondo quanto riportato dalla fonte.

Guerra, 26 anni, si trova ancora in Egitto con la bambina, ospite di una casa protetta e con forti limitazioni agli spostamenti. Sulla donna pende una condanna a sei mesi di carcere per adulterio, confermata in appello. Il reato, invece, non è previsto dall’ordinamento italiano da decenni. Guerra ha sempre negato di averlo commesso e a giugno è stato depositato il ricorso in Cassazione.

La proposta dell’ex marito sarebbe contenuta in una lettera inviata all’avvocata della donna, Agata Armanetti. Hamouda avrebbe chiesto di «risposarci immediatamente e pubblicamente» e di ricominciare a vivere insieme, collegando però la riconciliazione a diverse condizioni.

Tra le richieste ci sarebbe anche quella che Guerra ristabilisca pubblicamente la sua reputazione, sostenendo che l’ex marito sia stato assolto dalle accuse nei suoi confronti e che non sia mai stato violento. Hamouda chiederebbe inoltre il riconoscimento, da parte delle autorità italiane, delle sentenze egiziane che lo riguardano, la restituzione del passaporto italiano e un risarcimento per danni ai suoi beni.

In caso di rifiuto, l’uomo avrebbe annunciato l’intenzione di chiedere l’esecuzione della condanna inflitta a Guerra e di presentare nuove denunce per diffamazione. Avrebbe inoltre chiesto che la figlia venisse affidata alla nonna paterna.

«Non è una proposta ma una minaccia, un ricatto chiarissimo», è la replica attribuita a Nessy Guerra. La sua legale avrebbe definito la richiesta «farneticante», sostenendo che Hamouda si trovi in una situazione di grave difficoltà. L’uomo era stato arrestato lo scorso giugno per minacce, secondo il materiale fornito.

Resta aperto anche il procedimento sull’affidamento della bambina in Egitto. Dopo una prima decisione favorevole alla famiglia materna, Hamouda ha presentato appello per chiedere che la minore venga affidata alla propria madre. La prossima udienza è indicata per il 7 ottobre; non è previsto che in quella data venga necessariamente presa una decisione definitiva.