Un incendio è divampato nel sito di stoccaggio delle ecoballe di Taverna del Re, a Giugliano in Campania. Le fiamme hanno interessato una porzione del cumulo già movimentato e destinato al trasferimento.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, insieme ai carabinieri del 10° Reggimento Campania e della Compagnia di Giugliano. Non risultano persone ferite. Le operazioni di spegnimento sono proseguite per diverse ore.
Il rogo ha coinvolto teloni e rifiuti accumulati in una piazzola. L’origine dell’incendio non è stata ancora chiarita: tutte le ipotesi restano al vaglio degli investigatori, compresa quella dolosa. Gli accertamenti dovranno ricostruire la dinamica e verificare anche le immagini delle telecamere presenti nell’area.
Il prefetto di Napoli ha convocato il Centro coordinamento soccorsi. L’Arpac ha avviato il monitoraggio della qualità dell’aria attraverso le proprie centraline. L’assessora regionale all’Ambiente, Claudia Pecoraro, ha indicato come priorità la tutela della salute e dell’ambiente, invitando a mantenere alta l’attenzione senza creare allarmismi.
Taverna del Re è uno dei principali siti legati alla stagione dell’emergenza rifiuti in Campania. Non è il primo incendio nell’area: un altro rogo si era verificato nel 2017, interessando 200 quintali di ecoballe.
Dal giugno 2024 è operativo a Ponte Riccio un impianto destinato al trattamento delle ecoballe rimosse dal sito. Il processo prevede il recupero dei materiali riciclabili, soprattutto metalli e in parte plastiche, mentre la quota restante è destinata al recupero energetico. A pieno regime, l’impianto può trattare circa 200mila tonnellate di materiale all’anno.
Nella stessa area a nord di Napoli, un incendio ha colpito anche la Masseria Antonio Esposito Ferraioli di Afragola, bene confiscato alla criminalità organizzata. Le fiamme avrebbero distrutto circa quattro ettari del «Museo vivente della biodiversità», danneggiando alberi e parte dei confini della struttura. La Cgil di Napoli e Campania ha espresso preoccupazione per il rischio di disperdere il lavoro svolto negli anni da volontari e associazioni.

