Il gasolio continua a rincarare dopo la fine dello sconto fiscale di 6,1 centesimi al litro: sulle strade ordinarie, in modalità self service, il prezzo medio è arrivato a 2,261 euro al litro, contro i 2,244 euro del giorno precedente.
Di fronte al nuovo aumento, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni valuta un nuovo intervento attraverso il meccanismo delle accise mobili. Il governo, ha spiegato la premier, dispone di circa 170 milioni di euro destinabili a questa misura, ma sta valutando se utilizzarli subito o conservarli per una fase successiva.
Il confronto tra benzina e diesel
I dati registrati dal ministero delle Imprese mostrano, nello stesso momento, una diminuzione del prezzo della benzina. Il self service sulla rete ordinaria costa in media 2,040 euro al litro, rispetto ai 2,243 euro di martedì.
L’aumento del gasolio è arrivato dopo la scadenza dello sconto fiscale. I quattro maggiori gruppi petroliferi presenti in Italia — Eni, Ip, Q8 e Tamoil — hanno alzato in misura equivalente il proprio price cap. Per Eni, il tetto è passato da 2,19 a 2,25 euro al litro per il diesel, mentre quello della benzina è rimasto a 1,99 euro.
A incidere sulla media del gasolio sono anche i prezzi praticati dai piccoli operatori, le cosiddette “pompe bianche”, che secondo i dati riportati hanno raggiunto una media di 2,28 euro al litro.
La valutazione sulle accise mobili
Meloni ha dichiarato: «Noi siamo sempre pronti a intervenire di nuovo, particolarmente con il meccanismo delle accise mobili». La premier ha aggiunto che il governo deve decidere se spendere ora i circa 170 milioni disponibili, mentre sono ancora attive misure di contenimento, oppure conservarli «come provvista quando dovessero terminare quelle misure».
La decisione dipenderà anche dalla tenuta del price cap. Meloni ha chiesto alle compagnie il «pieno» rispetto del limite massimo e ha detto: «Vediamo cosa accade nelle prossime ore».
La riduzione di Eni
Nella stessa giornata Eni ha ridotto di 4 centesimi il prezzo del gasolio, portandolo a 2,21 euro al litro. La variazione è avvenuta in controtendenza rispetto alla media del mercato. Secondo Staffetta Quotidiana, citata nella fonte, si tratta di una scelta commerciale collegata al calo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati.
Eni ha dichiarato di condividere le necessità espresse dalla presidente del Consiglio e di applicare una «politica commerciale responsabile», con l’obiettivo di mantenere i prezzi a un livello sostenibile.

