L’economia mondiale crescerà del 3,1% nel 2026, in lieve miglioramento rispetto al 3% stimato dal Fondo monetario internazionale a luglio. La tenuta dell’attività economica, però, resta esposta a rischi al ribasso legati alle guerre, alla crisi energetica e alle tensioni commerciali.
È il quadro delineato dal nuovo World Economic Outlook, presentato a Bangkok. Silvana Tenreyro, nuova capo economista del Fmi, ha avvertito che «questa capacità di resistenza è sotto pressione, con i rischi orientati al ribasso».
Le forze che sostengono e frenano la crescita
Secondo Tenreyro, le prospettive globali sono determinate da due spinte opposte. Da una parte, l’aumento dei prezzi dell’energia e delle altre materie prime provocato dalla guerra agisce come uno shock negativo sull’offerta globale. Dall’altra, il boom tecnologico, trainato soprattutto dall’intelligenza artificiale, sostiene la domanda.
Entrambe le dinamiche, però, esercitano pressioni al rialzo sull’inflazione. «Mentre queste due forze spingono l’attività economica in direzioni opposte, entrambe esercitano pressioni al rialzo sull’inflazione», ha spiegato la capo economista del Fondo.
Stati Uniti, Cina ed Europa
Gli Stati Uniti sono indicati in crescita del 2,3% sia nel 2026 sia nel 2027. La Cina dovrebbe invece rallentare dal 4,5% al 4%, mentre la zona euro è stimata all’1,1% quest’anno e all’1,2% nel 2027.
La crescita americana è sostenuta dalla solidità dei consumi, dalla spesa pubblica, da condizioni finanziarie ancora favorevoli e dagli investimenti tecnologici. L’impatto diretto della guerra in Medio Oriente risulta inoltre relativamente limitato per gli Stati Uniti, indicati come esportatori netti di energia.
Per la Cina, il rallentamento riflette consumi interni deboli, investimenti in difficoltà e una crisi immobiliare ancora irrisolta. Le esportazioni continuano a sostenere l’attività, ma non compensano del tutto la debolezza della domanda interna.
L’Italia resta tra i Paesi europei più lenti
Il Fmi ha rivisto al rialzo le stime per l’Italia: il Pil dovrebbe aumentare dello 0,8% nel 2026, contro lo 0,5% previsto a luglio. Per il 2027, tuttavia, la crescita è stimata soltanto allo 0,6%.
Il dato colloca l’Italia tra i Paesi europei più lenti, in un’area che nel complesso dovrebbe crescere dell’1,1% nel 2026 e dell’1,2% nel 2027. Rispetto alle previsioni di luglio, le prospettive americane ed europee migliorano lievemente, mentre quelle cinesi vengono ridotte.
