Il presidente di El Salvador, Nayib Bukele, ha difeso l’introduzione dell’ergastolo nel Paese e il piano di riabilitazione destinato ai detenuti accusati di reati minori.
Rispondendo alle critiche, Bukele ha ricordato che il carcere a vita è stato introdotto dal suo governo sei mesi fa. Il presidente ha collegato la nuova misura ai membri delle gang: “Prima della nostra riforma tutti sarebbero tornati nella società, ora non usciranno mai”.
Il limite all’applicazione della pena
Bukele ha precisato che pene simili non possono essere applicate indiscriminatamente. Secondo il presidente, infatti, in nessun Paese al mondo esiste una condanna infinita per tutti i crimini.
Per i collaboratori occasionali delle bande, il governo sta valutando percorsi alternativi attraverso il programma “Cero Ocio”. La misura si inserisce nel piano di reinserimento rivolto ai detenuti accusati di reati minori.
Difendendo l’iniziativa, Bukele ha posto l’accento sulle condizioni del ritorno nella società: “Se sappiamo che usciranno, come vogliamo che escano? Vogliamo che escano dall’università del crimine che erano prima le nostre carceri o dopo un programma di reinserimento?”.

