ROMA – Riduzione delle tasse, sostegno alle famiglie, sicurezza e stabilità politica. Sono queste, secondo Giovanni Donzelli, responsabile nazionale dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, le principali priorità per l’ultima fase della legislatura del governo guidato da Giorgia Meloni.
Intervistato da Italpress, Donzelli ha rivendicato i risultati che il partito attribuisce all’esecutivo: livelli elevati di occupazione, maggiore stabilità e una più solida credibilità internazionale. Il governo si avvicina al traguardo dei quattro anni e Fratelli d’Italia prevede di celebrare l’anniversario con un evento a Bari il 4 settembre.
Sul lavoro, Donzelli ha parlato di disoccupazione ai minimi e di occupazione stabile ai massimi, citando in particolare i dati relativi a giovani, donne e contratti a tempo indeterminato. Nella sua lettura, questi risultati sarebbero collegati agli interventi sul fisco e all’azione del governo in alternativa alle politiche fondate sul reddito di cittadinanza.
Tra le misure indicate figurano l’accorpamento delle aliquote Irpef e la riduzione strutturale del costo del lavoro. Donzelli ha inoltre sostenuto che il costo del carrello della spesa avrebbe iniziato a diminuire, pur restando elevato. Per la parte finale della legislatura, l’obiettivo dichiarato è estendere il sostegno anche al ceto medio e al sistema produttivo, compatibilmente con gli equilibri della finanza pubblica.
Il dirigente di FdI ha difeso anche l’operato del governo su immigrazione e sicurezza, parlando di una diminuzione degli sbarchi, di un aumento dei rimpatri e di una riduzione dei reati. Ha inoltre citato una norma promossa dalla presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, relativa agli interventi sui figli delle famiglie mafiose.
Tra le riforme non portate a compimento, Donzelli ha indicato quella della giustizia, definendola un’occasione persa. Resta aperto anche il dossier del premierato: i tempi per completare l’iter della riforma costituzionale e per un eventuale referendum, ha osservato, potrebbero essere stretti.
Nel quadro delle riforme istituzionali, un ruolo centrale viene assegnato alla legge elettorale. L’ipotesi sostenuta da Donzelli è un sistema capace di garantire una maggioranza stabile a chi supera una determinata soglia, indicata nell’intervista nel 42% più un voto. L’obiettivo sarebbe consentire agli elettori di individuare una maggioranza e un candidato alla guida del governo già al momento del voto.
Secondo Donzelli, la stabilità degli ultimi anni avrebbe favorito l’andamento dei principali indicatori economici e dovrebbe essere preservata anche indipendentemente da chi vincerà le prossime elezioni. In assenza di una modifica del sistema elettorale, ha avvertito, un voto nell’autunno del 2027 potrebbe complicare la formazione del governo e la preparazione della legge di bilancio.
Sul contributo richiesto agli istituti di credito, il responsabile di FdI ha parlato di un dialogo in corso e di possibili ulteriori interventi da discutere all’interno della maggioranza. Ha escluso invece l’ipotesi di una patrimoniale e ha ribadito la contrarietà a misure definite “bonus e mancette”, a favore di interventi mirati alle famiglie e alle imprese.

