Gli avvocati dei due ex collaboratori parlamentari di Ilaria Salis si dichiarano disponibili a interrompere la procedura esecutiva avviata sul conto dell’eurodeputata, nel caso in cui venga corrisposto quanto dovuto.
La vicenda riguarda una sentenza di primo grado del Tribunale di Milano, sezione Lavoro, che ha riconosciuto ai due ex collaboratori un risarcimento di circa 300mila euro. Il provvedimento è stato impugnato e l’udienza d’appello è fissata a Milano per metà ottobre.
La richiesta di pignoramento, secondo quanto riportato, riguarda il mancato pagamento delle spese legali. In una nota diffusa attraverso i suoi avvocati, Salis ha sostenuto di non aver ricevuto l’atto, di non conoscere l’importo esatto richiesto e di non disporre delle coordinate necessarie per effettuare il versamento.
Gli avvocati Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto contestano questa ricostruzione. Nel comunicato inviato all’Adnkronos spiegano che l’azione esecutiva sarebbe stata avviata dopo diversi solleciti rivolti ai legali che avevano assistito Salis nella controversia. Le richieste di pagamento, aggiungono, sarebbero proseguite anche dopo il rigetto dell’istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva della condanna.
I legali degli ex collaboratori affermano inoltre che, dopo la notifica della sentenza, Salis ha ottenuto un decreto ingiuntivo per la restituzione di alcuni libri affidati alla loro assistita durante la detenzione in Ungheria. L’iniziativa viene definita dagli avvocati «evidentemente strumentale». La loro assistita, precisano, avrebbe comunque pagato subito le spese legali liquidate e restituito i beni, riservandosi di impugnare il provvedimento.
Nel loro intervento, i professionisti dichiarano di non voler alimentare la polemica e affermano che, in caso di pagamento, non avrebbero difficoltà a interrompere ogni procedura esecutiva. Il prossimo passaggio giudiziario indicato nel materiale è l’udienza d’appello prevista a ottobre.

