La Cgil annuncia una mobilitazione a difesa dei posti di lavoro e dei servizi dell’Anffas di Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno. Il primo appuntamento è fissato per venerdì 23 ottobre, dalle 9 alle 12, con un presidio davanti alla sede dell’ente, in via Sacconi 40.
La protesta è stata organizzata dalla Funzione pubblica Cgil insieme allo Spi e alla Confederazione. Per novembre è stato inoltre annunciato uno sciopero di 24 ore che coinvolgerà tutto il personale.
La contestazione sui licenziamenti
Secondo il sindacato, la gestione della struttura starebbe mettendo a rischio un’esperienza ventennale nell’assistenza alle persone con disabilità. La Cgil denuncia la possibile apertura di altri dieci licenziamenti, che si aggiungerebbero agli otto già registrati.
La situazione viene contestata anche alla luce della carenza di personale e della ricerca di operatori sociosanitari per coprire i turni. «Il marchio Anffas avrebbe dovuto essere garanzia di standard di qualità elevati», afferma Viola Rossi, segretaria generale della Fp Cgil, secondo cui l’organico sarebbe insufficiente a garantire i servizi.
Le preoccupazioni per i servizi sociosanitari
La mobilitazione riguarda anche l’offerta destinata alle persone con disabilità. A dicembre scorso è stato chiuso il centro diurno per le persone con disabilità gravissima. La Cgil riferisce inoltre che sarebbe in valutazione la chiusura del centro sociosanitario da 19 posti.
Maria Calvaresi, segretaria della Cgil, denuncia «l’assenza di controlli da parte degli enti competenti, nonostante il finanziamento pubblico dei servizi». Teresa Cirillo, dello Spi Cgil, richiama invece le possibili conseguenze per utenti e famiglie e afferma che «la qualità dell’assistenza dipende dalla presenza di personale qualificato».
La posizione della Cgil
Il segretario generale della Cgil di Ascoli Piceno, Daniele Lanni, accusa la Fondazione di aver disatteso gli impegni assunti con il sindacato, il Comune, l’Ast e l’Ats 21. «La mobilitazione – annuncia – proseguirà fino a quando non saranno tutelati i posti di lavoro e garantita la continuità dei servizi».
Le accuse e le valutazioni riportate nell’articolo sono quelle espresse dalla Cgil.

